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09 agosto 2011

E insomma a Tolfa i fumi del mici alla brace, mi piace, ci piace

[photo courtesy Emanuela Selis]

E insomma poi uno dice la magia dei borghetti, quelli di tufo, non quelli del caffè, l'organza da un lampione all'altro, i fumi del mici alla brace, mi piace, ci piace.

Tolfa è un acciottolato perennemente calpestato da genti e nasi rossi e tromboni, per strada, ch'è dove davvero bussa il cuore pulsante, ch'è dove la guazza si posa e si scivola ch'è una bellezza, dove si sciorinano sciovinismi, dove s'inscenano sciapi chapeau.

A Tolfa, quest'anno, al Tolfarte, abbiam portato il katacrascio; fanno una borsa, attòlfa, la borsa della contestazione, la dicono, una bisaccia di cuoio, si chiama catana, la Grande Tasca da cacciatore per metterci la selvaggina, dov'è la selvaggina?, nella selva, Geena, abbiamo portato il katacrascio e l'abbiamo intitolato, il nostro sciò, Katanacrascio, fateci divertire così, ci basta poco.

L'abbiam fatto nel chiostro di palazzo Buttaoni, abbiamo messo suoni e inchiostro a incastro nel chiostro e c'è venuto discretamente bene e ci siamo di molto divertiti, fateci divertire così, ci basta poco; com'al solito c'era Pruno agl'aggeggi elettronici le lucine che s'accendono e al portatile con la mela smozzicata, Massimiliano Ercolani al contrabbasso, Emilio Armifer al basso e ci mancava solo uno che suonasse il contra, com'è fatto un contra?, è quello il cui suono è un'incontranza.

Fare il katacrascio al tolfarte è stata un'incontranza, all'ultimo secondo utile, sì dài che ci siamo, ed è una delle ròbe che m'ha messo una felicità addosso che guarda, férmati. 

Se poi anche tu c'eri, se hai riso, se hai plaudito forte, oh, te: grazie, eh.

07 agosto 2011

Senti come suona

Katacrash è soprattutto un esperimento linguistico e stilistico, un saggio di creatività poetica che gioca a raccontare una storia.

Lo dicono su Les Flaneurs.
Che se poi invece ti va di sentire come suona dal vivo, il katacrascio, vieni stasera a Tolfa.
La catana la portiamo noi.

03 agosto 2011

Katanacrash (ovvero, del katacrascio a tolfarte 2011)

Tolfa è il paese della catana, la borsa della contestazione giovanile degli anni ’70, ma anche della poesia estemporanea in ottava, della lavorazione del cuoio e della ceramica, dei prodotti fatti in casa e dell’acquacotta 
c'è scritto sul comunicato stampa.

A Tolfa, di sera, fa fresco.
A Tolfa, questo uichènd, c'è Tolfarte.

Domenica 7 Agosto, alle 21.30, nel chiostro del seicentesco Palazzo Buttaoni che solo a dirlo ci tremano le brachette, facciamo il katacrascio.

Anzi: il kata(na)crascio.

Il Katacrash Ensamble Live Picture Show è uno Street-Reading per campionatore, lune piene, contrabbasso, jipijapa, boomcha, basso, amanti degl'anglicismi, varie ed eventuali
c'è scritto sul comunicato stampa.

Come sempre perfòrmano Pruno ai marchingegni elettronici e ai dischi che girano, Massimiliano Ercolani al contrabbasso, Emilio Armifer al basso, io alla voce, ai testi e ai drummini.

E niente: ci vediamo là.
Siamo quelli che sembrano una bòibènd.

Proposta per un ipotetico risvolto di copertina a Katacrash #5

Con Gipi e Makkox, Gabrielli andrebbe ascritto nel gruppo dei cantori d'una adolescenza non abbastanza sbagliata.
Ossignòre non son degno. [a Cosimo Lorenzo Pancini il katacrascio è piaciuto assai]

03 giugno 2011

Ti vedo scritto su tùttimùri

Miguèlla, se c'è una cosa che dovreste sapere di miguèlla è che come fa il gesto delle nere afroamericane incazzate lèi: nessuno.
Mi scrive in mèil, miguèlla, che l'altro giorno stava salendo a casa sua, abita a Brescia, miguèlla, è l'unica persona di Brescia che conosco: di Brescia e dei bresciani so solo che non stanno simpatici - ricambiati - agli atalantini e che un po' di tempo fa, se andavano allo stadio, ci trovavano Mazzone, Baggio e Pep Guardiola, i bresciani.
E poi so che a Brescia c'è la fabbrica della Dreher, credo. O della Wurth. D'una birrazza da muratore, in ogni caso.
Comunque miguèlla stava andando a Brescia, in treno, stava leggendo il katacrascio e all'altezza di Ghedi deve scendere dal treno: è arrivata, a leggere il katacrascio, al capitolo trentaduésimo.
E lì, su un muro a caso, mi ritrovo questa scritta troppo anni 90 e troppo artigianale, che se Katacrash fosse stato ambientato nella bassa bresciana, non avrebbe potuto che scriverla il nostro amico Stanislao. Così ho riso e c'ho fatto una foto, che ho pensato che magari potevi ridere anche tu del rap negli anni 90 e di quanto poco se ne sapeva in Italia. 
m'ha scritto in mèil miguèlla. La foto, per dire, del pèzzo, per dire, è questa. (ciao, ombra, no, dico davvero: gratsie)


Ciò che rende il fatto, in sé lusinghiero, decisamente serendìpico è che otto ore e mèzza prima, sempre in mèil, m'aveva scritto pure simonerò, muri bolognesi, l'oggetto, che li vedi e ti dici: pensa te, c'era scritto in quella mèil, e un allegato, vediamo quest'allegato, questo muro bolognese, e guardacheròba:


Ti vedo scritto su tùttimùri, katacrascijo, ogni canzone mi parla di te.
E questa notte a me l'internet mi sembra bellèrrima.

29 marzo 2011

Come non l'avevi mai percepita

Stefania Segatori ha scritto una stratorecenzia, venerdì scorso, del katacrascio, che ormai è vecchino e lasciatelo stare, anzi no, coccolatelo ancora un po'.
Senza starsi troppo a sbrodolare, ci sono nondimeno un paio di cose che m'hanno davvero colpito, che poi è il magico accadimento che si realizza ogni volta che qualcuno scrive del katacrascio, qualcuno che non sia io.
Ordo verborum snaturato, ad esempio, è una ròba che non m'aveva detto mai nessuno, Gionata avrebbe ucciso per molto meno.
E nemmeno che i trentasei minicapitoli siano veri e propri petit coups de pinceau: pinzòché?

E poi c'è un passo, ecco, in cui si dice

Lo spaesamento è forte, quasi non capisci cosa tu stia leggendo; poi, pagina dopo pagina, ti ricordi che l’autore decompone volutamente la parola per riproportela così come tu non l’avevi mai percepita.
M'è tornata alla mente la volta in cui sono andato a cena in quel ristorante, si chiama Inopia, lo chef è Andrea Dolciotti, sta a Roma, vicino all'Aurelia Vecchia, in via del Fontanile Arenato.
Al Dolciotti quella volta abbiam detto fai tu, diciamo spesso fai tu allo chef, quando andiamo ai ristoranti, ci fa sentire massimamente democratici, e poi lo chef dovrebbe sempre poter agire come il più lisergico dei basquiat, mica come un ritrattista su commissione.

Quella sera nel piatto son capitati una tartare d'agnello con zuppa di burrata e gelato alla melanzana, un gazpacho di barbabietole con capesante ed agretti fritti, un finto riso in bouilloun di manzo e birra con le quaglie, una ganache di cioccolato bianco e cavolfiore con granita d'arancia e crumble, tra le altre cose.

Lo spaesamento era forte, quasi non capivamo cosa stessimo mangiando: il gelato è di vaniglia o di crema, mica di melanzana, il gazpacho è fatto col pomodoro e non con la barbabietola, gli agretti non si friggono, il riso deve per forza essere riso, mica calamaro trattato e sferificato come fosse riso; e poi il cavolfiore, andiamo, col cioccolato bianco, una ganache poi, maddai, massù.

Piatto dopo piatto ci siamo resi conto che lo chef decomponeva volontariamente gli ingredienti per riproporteli così come tu non li avevi mai percepiti.

Se proprio non vuoi leggertelo, il katacrascio, ecco, senti a me: vai almeno da Dolciotti all'Inopia.

23 febbraio 2011

Qualcosa nel cervello che fa di Gionata il middle hero

Sono l'ultima incompetente della terra a riguardo che può dirti una cosa del genere, però, mentre leggevo (in particolare il capitolo 13 e dopo il 36), mi è venuto in mente che alcuni pezzi, alcuni capitoli interi, SONO testi di canzoni rap. (...)
Hai 'sta minchia di lingua tagliente che ti fa scattare qualcosa nel cervello e ti fa capire che un tavolo può avere più aggettivi e caratterizzazioni dei capelli che uno ha in testa. (...)
Il personaggio di Gionata è formidabile, una mediocrità disarmante che si rivela in una personalità superficiale, ma che ti fa pensare: è il middle hero perfetto dei giorno nostri.

(stralci di) ragazzette che leggono il katacrascio e ti fanno le disamine via mail.

30 gennaio 2011

Proposta per un ipotetico risvolto di copertina a Katacrash #4

"credibile, coerente con se stesso e con gli anni della gold era"

Kento, rapper.
[domani sera, per chi potesse, all'auditorium parco della musica arròma Kento sale sul palco con gl'Assalti Frontali, e son cose]

09 gennaio 2011

L'evoluzione de O' Fascino

Non so, m'era sfuggita di dirla, questa, mi sa, ma tipo era dicembre, eravamo a Milano e in una libreria parlavamo del katacrascio, c'erano anche Marco Borroni e Valentina Grotta, ed insomma mi ricordo bene, ero lì che dicevo la mia sull'evoluzione della scena hiphoppica italica, fuori faceva un freddo che férmati (ed il giorno dopo è stato quando è nevicato in tutt'Italia), noialtri di BrainGnu portiamo sfiga, vi ricordate?, e niente: parlo d'evoluzione e vien giù da uno scaffale della libreria, con un patapunfete spettacoloso, un libro. Dice: eggrazie, c'erano molti libri in quella libreria. Ad essere particolare è quale libro sia caduto: pensaci quanto vuoi, tanto non indovinerai mai.
L'evoluzione della specie, di Darwin.


Che poi c'era pure un tomone sull'arte di Kenzo, dietro la testa di Borroni e Grotta, si vede anche nella foto, meno male che non parlavamo di Kenzo, ha detto Valentina Grotta, abbiamo riso, fuori faceva freddo.
Qualcuno, nelle ultime file, si toccava le palle, nemmeno troppo velatamente.

23 dicembre 2010

In stereofonia nelle zone già raggiunte da questo servizio

Ah, niente: stasera con Pruno siamo dai CorVeleno a Radio Bomboclat, se sei a Roma lo senti sull'effemme 92.7, sennò in streaming, oppure vai sul digitale terrestre e cerchi T9 (se non ce l'hai già memorizzato, e sappiamo il perché) o Teleroma 56.
Mi sa che vi raccontiamo due ròbe del katacrascio ensemble e altre due di Sfo'!
Su Teleradiostereo vanno on air pure 1927 la storia continua e Unico grande amore, per dire.

-

Ah. Ho scritto una Biografia essenziale pei Barabbaròli, è la numero 99, fa molto fine d'anno, il numero novantanove.

22 dicembre 2010

Stasera (che sera)


Insomma: stasera è quella sera, è scritto tutto nel volante, perché flyer questo significa, volante.
Ròbe da sapere in più ce ne sono mica: se non hai mai visto un Katacrash Ensemble laiv picsciur sciò non voglio rovinarti la sorpresa, cerca di esserci perché dopo di questo basta, mentre Sfo'! beh, è così nuovèrrimo che già mi prudono le corde vocali.

Se sei di Roma, e in questi giorni ti stai dando allo struscio pel centro, ti capiterà di trovarne delle copie da Old Soccer, che è un negozio figo invero, pieno di memorabilia e maglie da calcio vintage e da oggi pure i libelli di quello del katacrascio. E' in Via di Ripetta, la terza traversa di Via del Corso, partendo da Piazza del Popolo vai avanti e sbèm, lo trovi. 
Capito? Popolo, avanti.

Una ròba sul katacrascio: Enrico mi ha scritto una mail, dopo averlo letto, dice: "Secondo me il giorno che deciderai di applicare questo stile e questo linguaggio di scrittura ad un testo più tradizionale tu svolterai la tua vita". Mi ha fatto molto riflettere, Enrico, perché ultimamente è tutto un dirmi di abbracciare temi altri mantenendo la traiettoria di ricerca stilistica, e basta con 'sto rap, e basta con 'sto pallone.
Chissàche.
Eppoi, Enrico ha creato questa ròba qua, che è da lacrimuccia, diciamocelo.

Intanto, il giorno della vigilia qua sopra metterò la mia voce sigaréttica che legge Ti dico una cosa, Borgogna sulle guance, prendetela come il mio regalo di natale, da ascoltare durante la veglia.
Lo sta facendo spesso elenini, di leggere a voce alta, elenini è l'altra metà del readingelli e a me: m'è venuta voglia.


19 dicembre 2010

Le ultime che sono anche le prime, i cari abbracci, le ròbe.

Niente di serio, succede questa ròba qua: il ventidue dizèmbre, è un mercoledì, è un anno preciso preciso che è uscito il katacrascio.

E visto che siamo gente sentimentale, noialtri, e che da quando portiamo in giro lo sciò son successe un fracco di cose che vi vorremmo raccontare, ecco, il ventidue dizèmbre, l'ho già detto che è un anno preciso che è uscito il katacrascio?, dalle novemmezza in poi facciamo un reading col Katacrash Ensemble, così quelli che non l'hanno ancora mai visto hanno un'ultima opportunità di.
[Sì, avete sentito bene, ho detto ultima: dal primo gennaio dell'anno prossimo niente, si fa altro.]
Ci sarà Pruno coi marchingegni elettronici, Massimiliano col contrabbasso, Emilio col basso, uno con la maglia di Cambiasso, nel dubbio gioca l'asso. Di briscola, s'intende.

E poi: RadioLibre. No, dico: RadioLibre al diggèisèt.


Epperò.
Se da una parte ci sarà l'ultima lettura pubblica dell'Emerito Signor K, dall'altra anteprimiamo a livello interplanetario Sfo'!, ovvero (un principio di sforbiciate), ovvero un libellino di venti graziose pagine nel quale trovate tre racconti inediti illustrati sfavillantemente dal prode signor hell_o!.
Sì, son racconti di calcio.
No, chiaramente non si parla solo di calcio.
Costa tre europei e si legge in un viaggio in treno Civitavecchia-Roma, per dire.

Un aggeggino da collezione, stampato in edizione limitatèrrima e natalizissima.
Se lo vuoi pure tu che stai lontano, scrivimi un emilio a gabriellifabrizio chiocciola libero punto it che ti spiego come fare per.

Pel resto oh, come si dice: se non ci sentiamo prima, e parapìm e parapàm.

16 dicembre 2010

il katacrascio secondo Vincenzo Sparagna [su Frigidaire n.229]

Più che un romanzo, cosa che pure indubbiamente è, questo libro è un rap, una mescolanza di espressioni gergali, di citazioni, di stati d'animo da liceali di periferia che sembra abbiano letto tutti i libri e ascoltato tutte le musiche, anche se le hanno solo assorbite dall'aria che tira. E' una storia-non storia di amicizie, tradimenti, avventure, canne, alcol, cazzate, ragazze, masturbazioni e primi amori, fughe e ritorni tra Roma, Parigi e i paesi della provincia, i non luoghi fuori città. Scritto in un linguaggio personale / collettivo da iniziati, che certe volte si capisce ed altre si intuisce, perché cifrato, volutamente sballato anche se segretamente costruito con una sapienza da scrittore navigato. E' un libro zanardesco, elitario, sprezzante, ma non superbo, semmai interrogativo, aperto, dubbioso, metaforico, palindromo. Come la frase che gli dà il tempo, ovvero "parlo col rap", che letta al contrario è sempre uguale a se stessa: "Parlo col rap". Insomma una lettura illuminante su un giacimento di forme linguistiche nate dalla necessità di esprimersi diversamente rispetto alla merdosissima comunicazione dominante. Un libro capace di traversare anche la pubblicità e le paroline delle canzoni pop, come un collage di manifesti strappati alla maniera di Mimmo Rotella. Da leggere come una finestra preziosa per guardare e comprendere l'apparente vuoto dei ragazzi "senza politica" dell'ultimo decennio, che si scopre con felice sorpresa essere invece pieno, anzi pienissimo di umori e intelligenza.

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niente: oggi a milano parliamo di linguaggi (anche quello del katacrascio) ed io credo che userò tutti gli spunti di Sparagna, ecco.

15 dicembre 2010

A Milano. (Ami? Là no.)

Niente: volevo solo dire che poi domani pomeriggio, che è giovedì, tipo alle sèi, dovrei essere, salvo assiderazione, a Milano, alla libreria Odradek in Via Principe Eugenio 28.
Dice: a far cosa?
Dice: a parlare del katacrascio, che domande.
Anzi, in realtà parliamo di BrainGnu, degli incastri metrici, dei linguaggi e ci strilliamo forte in faccia che la parola è viva, siamo Marco Borroni Valentina Grotta ed io, doveva esserci pure Giannasi, ma gli si è ghiacciato il pizzetto e allora sicuro che non viene.
Elenini dice che fanno tre gradi. Sotto lo zero, s'intende.
Un altro mio amico dice che la cosa più bella di Milano è er treno pe' Roma. Ma è già in atmosfera anticipo di sabato, perciò perdonatelo.
Io a Milano ci son stato mica troppe volte, pensavo, alla fine.

27 novembre 2010

Domani(ca) a San Benedetto del Tronto


DOMENICA 28 NOVEMBRE h.19.30 | SAN BENEDETTO DEL TRONTO

@ BARCODE, Via Mentana 44

KATACRASH ENSEMBLE LIVE PICSCIUR SCIO'

Reading per campionatore, basso, varie ed eventuali

Voce e sigarèlli di Fabrizio Gabrielli
Pruno agl'aggeggi mischiasuono
Armifer al basso

deejay7 de Pruno (BRUNO? PRUNO!) l'amicomìo.

Se non vieni non sei un santo, non sarai mai benedetto e diciamocèllo: sei proprio un t(r)onto.

[ad un certo punto del katacrasciò, anche se è buio, noi ci mettiamo gl'occhiali da sole, siriusli]
[e sì, tifiamo tutt'e tre l'aèsseroma, come s'evince dallo sfondo giallerosso]

24 novembre 2010

Che storia storia sarà questa? Dove arriverà egli il carotajo? [storie, storielle, la Storia e gli storioni]

Qualcuno ha ben pensato di caricare su Google Libri il secondo volume del Dizionario della lingua Italiana dell'Accademia della Crusca conservato alla Harvard University Library, provate a cercarlo: c'è scritto Dizzionario della lingua italiana.

Giovedì sera [L' estrema parte del giorno. Latin. vesper, vesperus. secondo il Vocabolario dell'Accademia della Crusca, MDCXII), dalle sètte, siamo a presentare il #51 di Prospektiva al Laboratorio 51 a Roma, è a San Lorenzo in Via degli Ausoni, ma non al 51: al 47. Peccato. Se venite e ne pigliate una copia vi regaliamo questa (chestòria):


Venerdì sera a Civitavecchia c'è un abbirrazzamento collettivo in onore della Tuscia, protagoniste le birre di Turan, massì, quelle per le quali ho scritto le storielle sul sito.

Domenica c'è il katacrasciò [portmanteau italianizzato di Katacrash e show] a San Benedetto del Tronto [Benedetto: add. che ha avuto benedizione, o merita d' averla, secondo il Vocabolario dell'Accademia della Crusca, MDCXII], al BarCode, il codice a bar. E' in via Mentana, al 44, San Benedetto d'inverno deve essere crepuscolare.

Venerdì 3 dicembre, invece, viene (torna) a Civitavecchia Michele Marziani, viene a parlare de La signora del caviale che è un romanzo pieno di storie, Storia e storioni [secondo il Vocabolario MDCXII, Pesce marino, che ama l' acqua dolce, ed è ottimo per mangiare. Lat. asellus].
Qua sotto c'è scritto e detto tutto quel che devi sapere:


Il carotajo, sul Dizzionario, è colui che vende le carote. [Lat. impostor, chissà perché].

19 novembre 2010

Giornate con la gobba, pensamenti con le croste


C’ho la giornata ingobbita, oggi, ed è tutta colpa di Paolo Fox: Giove sta entrando in ariete, ha detto, e sembrerebbe siano discretamente cadzi amari, per gli arieti, quando Giove gl’entra nel segno, a volerci credere a queste ròbe qua.
Vogliamo dircelo? Diciàmocelo: una bella maniera di iniziare la giornata invero paolo fox che ghigna e dice che sarà un periodo duro; voi cercate di resistere, non sarà facile però, e sai cosa paolofò?, vattenaffanculo.

Domani sera siamo qua (anche se c'è scritto 20 dicembre) a fare le ròbe del katacrascio e del bumbumcha col basso ma senza contra, ci sono pure s3keno e kento oltre a pruno (bruno?) e armifer, e su una cosa siam tutti d’accordo: se non vieni pure tu poi ti entra Giove nel segno e lo sai che fine ti tocca, la stessa di Tranquillo quando sono sbarcati gl’alleati ad Anzio, come dice Pennacchi, che i marocchini il primo che sono andati a cercare per incularselo è stato proprio Tranquillo.

Volevo anche dire che certe mattine, tipo questa mattina, ti svegli coi pensamenti doloranti, di quei patimenti che ti danno le croste ancora giovani.

14 novembre 2010

Ròbe che succedono questa settimana [a una certa distanza dal Montenegro]

La notizia con cui cominciare bene la domenica è che in Montenegro, a un tiro di schioppo da Bijela [1.8 km], esiste una sorgente che si chiama Katac, come la sorgente del katacrascio, e niente, sarebbe figo andare a fare un laiv picsciur sciò a Bijela, che è questa e non quest'altra, che invece è in Piemonte. Ero in parola con una mia amica di farcela, una lettura pubblica a Biella, si sarebbe potuta chiamare Bella per Biella e c'era della boutade, ma poi non se n'è fatto nulla.


La prima notizia da segnarsi sull'agenda è che giovedì 18, alle diciòtto, al Panama Café che sta in Via della Polveriera a Civitavecchia [1429 km da Bijela], Giulia Guida ed io incontriamo Sacha Naspini, che verrà a parlarci del suo ultimo libro, "Noir Désir né vincitori né vinti", e pure un po' de "I Cariolanti". Massimiliano Ercolani suonerà il contrabbasso, Valerio Saladini la chitarra, noialtri si chiacchiera, insomma, ròbe così. [passeranno dal Panama, poi, da qui a fine anno, pure Michele Marziani e Gianni Tetti, ma io questa cosa ve l'ho detta un po' en passant, poi approfondiamo]




La seconda notizia da segnarsi sull'agenda è che invece sabato 20, alle 20.30 e quindi in prime time, al Crossover a Sanlòllo in Roma [Via degli Equi 22, a 1426 km da Bijela, ma si fa un'altra strada - qua il fèisbuc e qua il maispèis], ci sarà un 2.0 de L'hip hop. Sulla carta, che già facemmo in marzo al Fusolab.
In una chiacchierata perniciosa, io e Stefano "S3keno" Piccoli cercheremo di spiegare come sia possibile metter dell'hip hop nei libri senza creare un pamphlet didascalico sull'hip hop.
Si parlerà di Roots66 e del katacrascio, poi leggeremo ad alta voce accompagnati da Pruno e Armifer in una versione tonitruante del Katacrash Ensemble, e ci sarà pure una guestarràta di Kento che leggerà delle sue ròbe.


Sei giustificato se non vieni solo se sei in partenza per le sorgenti di Katac, tipo.

03 novembre 2010

Proposta per un ipotetico risvolto di copertina a Katacrash #3

E' un libro zanardesco, elitario, sprezzante ma non superbo, semmai interrogativo, aperto, dubbioso, metaforico, palindromo.

(Vincenzo Sparagna, che ha parlato di Katacrash in "Frigolibri" sul numero 229 di FRIGIDAIRE, il mensile popolare d'élite)

16 ottobre 2010

E comunque non solo questo

E’ un testo decisamente brillante, pieno di neologismi che mescolano idioma italiano, giovanile e lingue straniere, con passi veramente geniali.
[...]
Consiglio il libro a tutti i lettori giovani e anche ai loro padri e alle loro madri, che qualche volta potranno non capire bene un passaggio o un’espressione oscura del gergo giovanile, e magari potranno farsi chiarire le idee e aiutare proprio dai loro figli.  
[...]
Un romanzo di formazione, dunque, ma per tutte e due le generazioni. E comunque non solo questo. 

Katacrash recensito su Anobii da Atalanta. 
Ce li vedo, però, figli e genitori che nella paciosa calma del focolare fanno della gran ecdotica sul katacrascio.