25 novembre 2010

Pubblici L[ud]ibri #1 - Festa di Sangue di José M. Arguedas

(te lo ricordi cosa sono i Pubblici L[ud]ibri?)

In copertina c'è un disegno a matita d'un toro che ha incornato un cristiano, sdraiati a terra altri cristiani, sembra Pamplona durante la Feria de San Fermìn e invece siamo in Perù.

Copertina ingiallita, macchiata di rosso, è una prima edizione Einaudi, finito di stampare il 29 maggio del 1976 e acquistato da qualcuno, non si legge bene il nome, a Milano il sètte settembre del settantasei, che s'avesse avuto la pazienza d'attendere ancora un anno sai che bello, un libro del sette settembre del settantasètte, una raffica di mitraglia.

Ricordo bene, Festa di sangue me l'ha regalato un signore conosciuto tramite Farenheit il programma radiofonico, non riuscivo a trovarne nemmeno una copia in giro e poi è arrivato lui e RadioTre in diretta e il contatto telefonico il tagliandino per il ritiro dei pacchi la posta la carta gialla tac.

C'era il Tankayllu, leggendario danzatore di cesoie che ballava solitario con un vestito di pelle di condor ornato di specchi.

Le sue spade d'acciaio risuonavano lontano nel quartiere buio; l'arpa e il violino che suonavano la musica da ballo, anche loro piangevano forte nel silenzio. Quando mai il grande ballerino aveva ballato così, all'aperto? (p. 151)

Profuma di sagrestia prima d'una novena di fine febbraio.

Questo è facile: viene con me nel trasloco.

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