31 marzo 2014

Che odore ha il sonno

Le governanti d'albergo, nei loro carrellini con le ruote cigolanti, da qualche parte tra le bottiglie di balsamo sintetico e il lucido da scarpe, obnubilato da uno ziqurrat di cuffiette per la doccia one-use-only, tra le lenzuola appena ritirate, tutt'avvoltolate, là, da qualche parte, custodiscono l'odore del sonno.

18 marzo 2014

Una cosa di scrivere e una cosa di lèggere

Succede che da due anni, qua in Civitasvètula, ci diamo un gran daffàre con l'Anpi e i Giovani Democratici per organizzare una ròba di lèggere a voce alta per il 25 Aprile. Quest'anno - eravam lì con Simone, e David Stella dell'Anpi, a dirci che le parole chiave son sempre due, memoria, ci dicevamo, memoria e collettività - s'è deciso di chiamare gli amici SICsters a presentare il loro In Territorio Nemico.
E poi a qualcuno - memoria, collettività - è venuto in mente pure - con un'ibridazione del concetto di scrittura collettiva, qualcosa a metà strada tra le Schegge e ITN - di provare a vedere che succede se cerchiamo di crearla nojaltri, una novella polifonica che racconti la Resistenza a Civitavecchia.
Insomma, a partire da giovedì - per cinque giovedì consecutivi - faremo questo laboratorio di scrittura resistente, vediamo che esce fuori, se ti va saprai bene dove trovarci 

Sempre a proposito di readìnz: il 9 Aprile, che è invece un mercoledì, sarò all'Hulahoop al Pigneto per questa rassegna - organizzata da Carlo Sperduti - che si chiama i Racconti degli Altri, in cui leggerò - con molta probabilità - racconti scritti da altri che hanno influenzato in qualche modo i racconti scritti da me, se così si può dire, se è un qualcosa dotato di senso.
[è passato un po' di tempo dall'ultimo reading, sono molto felice e un po' emozionato]

11 marzo 2014

Dei gran viaggi di ritorno [reprise]

E poi ieri l'altro eravam là che scendevamo da Parma e ci siam fermati nuovamente a quel Bar Grill (nota: nessuno poi ha più avuto l'idea di ribattezzarlo Grill Bill). 
E niente: la signora abita ancora al piano di sopra, mette il guinzaglio al cagnolino, vado a casa, dice. La bacheca con le foto dei vips si è riempità ancora un po'.

22 febbraio 2014

There is more rejoicing in heaven... [Ròbe che sto leggendo #3]

Then Father Benedict's stern voice rang out in anger. "Who was it converted this pig?".
Brother Paul stepped forward. "I did it, Father".
"You are a fool", said the Abbot.
"A fool? I thought you would be pleased, Father".
"You are a fool,", Father Benedict repeated. "We can't slaughter this pig. This pig is Christian."
"There is more rejoicing in heaven - " Brother Paul began to quote.
"Hush!", said the Abbot. "There are plenty of Christians. This year there's a great shortage of pigs."

[John Steinbeck, Saint Katy the Virgin, in Hitchcock and Bradbury Fistfight in Heaven (McSweeney's 45)]

21 febbraio 2014

L'eros delle tartarughe [Ròbe che sto leggendo #2]

L'eros è un programma che si svolge nei grovigli elettronici della mente, ma la mente è anche pelle: pelle toccata, vista, ricordata. E le tartarughe, chiuse nel loro astuccio insensibile? La penuria di stimoli sensoriali forse le obbliga a una vita mentale concentrata, intensa, le porta a una conoscenza interiore cristallina... Forse l'eros delle tartarughe segue leggi spirituali assolute, mentre noi siamo prigionieri d'un macchinario che non sappiamo come funziona, soggetto a intasarsi, a incepparsi, a scatenarsi in automatismi senza controllo...

[Gli amori delle tartarughe in Palomar, di Italo Calvino]

20 febbraio 2014

L'ultima partita di calcio [Robe che sto leggendo #1]

Non c'è score né rettangoli di gioco né partite. Gli stadi sono già rovine che cascano a pezzi. Oggi passa tutto per la televisione e per la radio. La falsa eccitazione dei cronisti, non ha mai avuto il sospetto che siano tutte cazzate? L'ultima partita di calcio si è giocata nella capitale il giorno 24 Giugno del '37. Da quel momento preciso, il calcio - così come tutta la vasta gamma degli sport - è un genere drammatico, a carico di un uomo solo, in una cabina, o di attori in magliettina davanti al cameraman.

[Esse est percipi, in Crònicas de Bustos Domecq, di Borges & Bioy Casares, traduzione mia.] 


09 gennaio 2014

Un fatto d'inizio anno

Una manciata di settimane fa m'arriva una mail, me la scrive G.
G., dice, una volta le è capitato di leggere una recènzia d'un libro, s'intitolava L'inafferrabile Weltanschaaung del pesce rosso, che l'aveva - dice - folgorata. Se l'è appuntato, dice, come capita a tutti, come sarebbe a dire, chi non s'appunta il titolo d'un lbro col proposito di prenderselo, poi, e di leggerlo. Faceva il liceo, dice G., a quell'epoca. E poi gnè: son passati cinque anni, costellati da me-ne-devo-ricordare-la-prossima-volta, da infruttuose sortite in libreria, da com'è-che-si-chiamava, fino al ferale mi-spiace-signorina-è-fuori-catalogo. Vai a capire, magari s'è pure laureata, G., nel frattempo, col pensiero del pesceròsso tra un esame e l'altro.
G. - la cosa che m'ha colpito di G. - non s'è persa d'animo, neppure dopo un lustro. Ha imbracciato la internèz, l'ha scandajata in largo e in lungo, fin quando non ha scovato il blog, e dal blog un indirizzo mail, e fedele al motto salingeriano del telefono e dell'amicizia - mutatis mutandis - mi ha scritto.
Ci siamo scambiati un tot di mèilz, con G., fin quando - ne avevo qualche copia ancora - le ho inviato un IWPR, sì ma come te lo pago, facciamo che mi spèdi un libro puranco tu.
Ieri nella cassetta della posta, anzi fuori, c'era questo plico, e dentro Palomar di Calvino, e dentro Palomar una lunga lettera, vergata appénna, che son di quelle cose, leggerci sulla carta vergata appénna, la cui belletsa ci riluce negl'occhi soprattutto quando ci accorgiamo che non ne scriviamo mai abbastanza, di lettere appénna.
Quindi, hai visto mai capiti da queste parti, grazie G., che non ci siamo ancora aggiunti sui socialcòsi, e te ne sono grato.
Grazie per avermi dimostrato, una volta tanto, qual è il motivo per cui si scrive: anche per il libro più piccino, più pieno d'ingenuità, più timido, può esserci un lettore innamorato. Disposto vieppiù ad attendere cinque anni.