23 maggio 2010

Ancora una volta due più due (e continua a non fare quattro)

C’è una signorina, che un tempo ci scrivevamo delle gran lettere e poi è stato come se non ci conoscessimo ed ora ogni tanto torna a farsi sentire, la quale signorina sul pezzo pubblicato ieri ha detto (mettendolo tra parentesi) "in effetti, mi sa che mi piace tutto quel che riguarda la dolce, tenera, carissima Cloros".

Una volta me la sono sognata, questa signorina, in un posto tipo Castiglioncello che in una piazzetta illuminata di quella luce che c’è poco prima del tramonto, tutta abbronzata e con un paio di ballerine nere, si dimenava su questa canzone di Nina Zilli, ma non era una scena carica d’appeal, faceva – piuttosto – tenerezza.


C’è un’altra signorina che grazie a lei ho scoperto chi sono i Krafterwerk. Io prima pensavo fosse una disciplina canoistica, pensatù. Stava leggendo un libro sui Krafterwerk, questa signorina, quando ci siam conosciuti in ciàt. Mi dispensava sempre consigli brillantèrrimi su cosa ascoltare, in ciàt. Ora non ci sta più, in ciàt, e mi dispiace anche perché s’è comprata Katacrash e sembra che Katacrash fosse balzato in testa alle letture da comodino, anche prima di quel libro sui Krafterwerk.

Ah, la mia canzone preferita di Dente è questa, però mi piace pure questa perché mi ricorda Diario di un vecchio pazzo di Junich’iro Tanizaki.

Ah, l’altra canzone che ascolto sempre di questi tempi è d’un gruppetto di Liverpool. Bravi ragazzi, hanno talento, si faranno sicuramente. La canzone è questa qua.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Torno, sì che torno.