11 giugno 2014

Ode a Totti (un'ode a Totti, in ispagnuòlo)

Se mal non ho inteso ieri dovrebbe essere uscita (o forse esce oggi, o chi-lo-sa, sicuramente prima del 17 perché c'è tipo una presentazione) questa raccolta di poesie calcistiche edita da Cartonerita NiñaBonita che si intitola Brazuca. Dentro ci stanno poeti argentini, uruguagi, ispagnuoli e un italiano: io.
Non mi ricordo com'è che sono andato a pubblicare una poesia con questa editorial cartonera, dev'essere una storia in cui c'entra la poetessa bonaerense Julia Trillo, Eloisa Cartonera, un mio racconto di Sforbiciate letto nel quartiere de La Boca per la Copa de Oro de la Poesia de Fùlbo, davvero, non mi ricordo.
Resta il fatto che pubblicare (in) un libro cartonero era uno dei miei sogni più reconditi, ora posso depennarlo dalla lista, e niente: siccome difficilmente passerete dalle parti del chioschetto di Eloisa in Avenida Corrientes a Buenos Aires o nella libreria di Saragozza in calle del horno, io quella poesia la metto qua di seguito, perché come dice David Giménez Alonso, l'editore, le poesie sono di tutti. Sono tue, certo, però sono di tutti.



Ode a Totti

Veinte años
de guerras
(En Italia la historia se hace di venti in venti,
tutti: Mussolini, Berlusconi, Totti)
y seguís
siendo Bimbo de Oro.
Cada gol un chupete
(¡Duplete! ¡Triplete!)
Un capità-no. 
C’è solo
un capità-no.
Zagueros cometobillo
impotentes
en frente
a tus jugadas de bomba y platillo
(¡venga! ¡penaltipanénka!)
Todopoderoso, pantocrator
barrilete de Porta Metronia
(entre cómico y cósmico)
¿De qué planeta viniste? 
Caput Mundi, contesta. 

Emblema eterno, cara de remera
Coliseo con músculos y botines.
Una cosa es ser de Roma, otra es ser Roma.

Si las hormigas se comerán a Roma, como está escrito,
hasta el último pedazo, 
un día desaparecerá incluso
tu número Diez.
Y eso es lo que tan solo me molesta: 
que mi hija no vaya a conocerte
si no por boca de los padres
como cuento mítico, 
Jasón de noantri
que nunca
se hizo
argonauta.


Nessun commento: