26 febbraio 2008

Il giorno in cui al violinista di strada vennero i geloni


[Presto a questa riflessione il titolo di un racconto. Che non ho ancora scritto, ma che vorrei tanto aver già fatto.]

Lo zio di un mio trisnonno suonava il violino
il suo sogno era di essere un grande virtuoso
poi si innamorò di una che gli cambiò il destino
lasciò perdere il violino, divenne triste e geloso.

Dopo un sacco di anni che stavano insieme
quando aveva rinunciato al suo sogno d'artista
lei se ne andò via, con i profumi e le creme
e si mise con uno che faceva il violinista.

M'insegnò che rinunciare all'ambizione è sbagliato
che poi la dea si vendica se c'hai rinunciato.

Così canta Lorenzo in Buon Sangue non Mente, 2005.
Ed uno che -così è stato l'altra sera all'Auditorium- ti sciorina la sua ammirazione per Julio Cortàzar (cor-TA-zar, non cor-ta-zAR), beh, una citazione se la merita.

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