06 dicembre 2007

Serpico, il manovalante d'alto bordo.


Che detto così, sembrerebbe un ossimoro.
Se vi desta quest'impressione, è perché non conoscete Civitasvetula. Meglio, non ci vivete. L'unica compresione possibile è quella intestina.

Serpico, di Al Pacino, ha l'aria truce, l'impermeabile di pelle lungo fino alle ginocchia e due occhiali da sole a nascondere uno sguardo da fijo de 'na mignotta, scherzosamente parlando.

Serpico è un manovalante, ché per fare certi lavori non serve conoscere la serie di Fibonacci, cosa sia un anacoluto, avere la benché minima idea dell'esistenza dell'Earning Per Share.
Del manovalante ha le mani tozze, il linguaggio che dir colorito è dir poco, la battuta sempre pronta e a volte poco delicata.

Ma Serpico è un manovalante diverso da tutti gli altri, coi quali condivide - si direbbe, ma lui non capirebbe - il background.
Lui è un manovalante d'alto bordo.

Emancipatosi dal Quarto Stato, lecca il culo al padrone, scodinzola e pigia l'accelleratore perché la sua macchina è una di quelle blu, da rappresentanza.
In più, aggravante, Serpico è citavecchiese.

Serpico è il "che-ce-vo man".
Annà a Via Panisperna a Roma? Che ce vo...
Capire le donne? Che ce vo...
Raccogliere quattro chili di ricci in mezz'ora? Che ce vo...

Lue se butta a mare e te fà rimané co la bocca aperta, quante ne voe, dumila? Dumila te ne porto, aho. (sic).

Serpico, quantomeno, si direbbe simpatico.
Io, a guardarlo negli occhi, a Serpico, mi vien solo voglia di non essere suo concittadino.

2 commenti:

balipedio ha detto...

a me invece il ce che vò piace.
che poi in effetti, a fare 200 ricci in mezz'ora, ma che ce vò?
sarà questione di metodo? o forse di palingenesi(?)?
non so cosa sia la palingenesi, ma suonava bene, anche se fuori contesto.
ne so un cacchio, io, di palingenesi e di serpichi e di zighizaghi.
a occhio e croce, almeno.

Fabrizio ha detto...

non sai che è la palingenesi...? e che ce vo?